I Rioni

 

 

 

 

 

 

I Rioni o contrade,o per usare un termine dell'epoca, Brevis; nacquero in epoca imprecisata come esigenza difensiva quando la città non era chiusa dalla cerchia delle mura. A volte alcune famiglie si riunivano formando un quartiere, è il caso della famiglia Feldenghi che costretta da una serie di vicissitudini a lasciare il proprio castello , per castello si può intendere un borgo di case contigue, si trasferirono dalla campagna, dentro la città occupando, con le famiglie a loro servizio, uno spazio terriero che ne prenderà il nome dando origine alla contrada. Altre volte era l'unione di più famiglie o delle corporazioni che creavano un quartiere. La mancanza di documentazione, parte andata perduta per svariati motivi fra cui la dominazione francese, non ci permette di risalire con certezza alla data della formazione di ognuna di queste, ci possiamo aiutare con delle ipotesi molto vicine alla realtà. Nei primi secoli, Foligno, come gran parte dell'Umbria, era una zona paludosa dovuta al lento ritiro del lago Umber gl'insediamenti abitativi si trovavano fra l'attuale Santa Maria in Campis e San Giovanni Profiamma. Già in epoca romana si potevano trovare degli orti e delle ville di campagna nell'attuale centro storico. Dopo la morte di San Feliciano venne costruita una chiesa sopra al suo orto, quindi il nucleo abitato s'ingrandì con la costruzione di altre case. Con la costruzione delle prime mura civiche la città si ritrovò divisa in alcuni rioni o Compagnie. Dalle scarne notizie si desume che nel XIII secolo ci sono 8 Rioni. Nel XV secolo alle prime si aggiunsero altre 9 contrade arrivando al numero di 17 e tale numero con i nomi italianizzati rimangono fino al 1724 anno in cui verranno soppresse. In questo lasso di tempo troveremo altre contrade, ma non possiamo descriverle in quanto ci sono solo delle tracce in alcuni documenti in alcuni casi solo la nomenclatura. Verranno riprestinate fra il 1776 ed il 1777. Le armi dei rioni, alcune sono state tramandate dagli scritti dello Jacobilli, ed in seguito nel 1748, riprodotte da Francesco Antonio Morichini. Morichini tratteggiò 5 rioni : Abbadia, Croce, Spada,Fonte del Campo e Mora rifacendosi agli appunti dello Jacobilli e questi stemmi sono da considerarsi reali e presistenti. Due stemmi, Contrastanga e Piazza Vecchia, li tratteggiò trasportando nella grafia ciò che lo Jacobilli tramandava in forma dubitativa. Altre tre contrade erano sconosciute al primo, forse sono frutto di fantasia del secondo: Ammanniti, Feldenghi e Franceschi e tre furono create ex novo al momento del ripristino del1776/77: Goti (Giotti), Poelle (Pugilli) e Spavagli. Si devono ad un copista ottocentesco del manoscritto del Morichi, le aggiunte per le altre contrade fino ad arrivare al numero di dieciassette con l'inclusione delle contrade: Ponte di Cesare, Cassero, Morlupo ed Isola Bella. Infine intorno al 1803 , nella sala delle armi del Comune di Foligno, verranno dipinte le venti bandiere dei rioni cittadini e da queste illustrazioni hanno origine le attuali armi. Ai fini Araldici non è possibile dare un valore reale alle armi delle Contrade in quanto, semmai fosse esistiti dei documenti con gli smalti dei rioni, sono andate perduti, lo Jacobilli, pur tratteggiandole alcune, non ne tramandail valore degli smalti ne con il sistema alfabetico. Abbiamo quindi delle Armi per Inchiesta e le loro colorazioni ufficiali debbono essere considerate quelle dipinte nel palazzo comunale.

 

Queste le armi tramandate:

Ammanniti - Badia

Borgo - Cassero

Cipischi -Contrastanga

Croce Bianca - Feldenghi

Per i feldenghi sappiamo solamente che era un castello

Fonte del Camo - Franceschi

 

Giotti . Isola bella

Mora - Morlupo

Pugilli - Piazza vecchia

Spada - Spadagli

Spavagli o Sparagli