Il termine quintana nasce dalla gara che i legionari tenevano sulla V strada dell'accampamento che era l'unica che lo tagliave perpendicolarmente dividendolo in due parti. Lo scopo era sempre lo stesso allenare i cavalieri, che dovevano colpire un fantoccio con un'unico colpo, e nello stesso tempo dimostrarne l'abilità.

Nel Medioevo ed in epoche più tarde divenne usuale, per le nobiltà locali, disputare Giostre, Tornei e Caroselli. Pur se a prima vista possano sembrare uguali è bene fare delle precisazioni.* La Giostra consisteva in un duello ad armi "cortesi" cioè armi di legno o alle quali era stato asportato ogni angolo vivo in modo che non potessero ferire o tagliare. In alternativa si giostrava contro dei fantocci che identificavano il nemico, a seconda dei luoghi verranno chiamati, Saraceno, Saracino, Moro (ricordi dell'invasione dei Saraceni), Niballo (ricordo delle guerre puniche Annibale), Inquintana o Quintana (retaggi delle epoche romane) o Buratto. I Tornei si svolgevano con armi da guerra e si tenevano in occasioni particolari quali feste religiose, civili o militari. Sul finire del 1500 un decreto Pontificio li proibì perché in molte occasioni vi avevano perso la vita diversi cavalieri e da ultimo il Re di Francia Enrico II che gareggiava per festeggiare le nozze della propria figlia. In risposta a tali divieti sorsero i Caroselli che erano pomposi divertimenti militari. La Giostra della Quintana attuale, da noi presa in esame, è un ibrido fra il gareggiare contro un fantoccio ed una corsa all'anello, ed ha ben poco di storico ma negli archivi cittadini vi sono molte tracce di quintane corse secondo i "canoni". Le cronache ci tramandano diverse notizie su varie Quintane corse a Foligno ma la maggior descrizione la troviamo per quella del 1158 corsa in onore dell'Imperatore Federico I. Lo storico Folignate Ludovico Jacobilli ci fa sapere che ne risultò vincitore, contro i cavalieri tedeschi della scorta, il nobile folignate Ferrara Pandolfi che ebbe in dono dal sovrano la possibilità di aggiungere il nome Elmi al cognome e di inserirlo nello stemma araldico. In seguito le cronache di Riccardo di San Germano ci tramandano i ricordi di una Giostra tenutasi in città in onore del Re di Puglia e di Sicilia Federico II che nel Gennaio 1240 scese a Foligno proveniente da Coccorone (Montefalco) per celebrarvi un congresso straordinario dei suoi seguaci nell'Italia centrale. Le prime notizie di una corsa all'anello risalgono al 1448. Veniva corsa dai giovani folignati in concomitanza dei divertimenti del Carnevale che a Foligno iniziava con la festa di Sant'Antonio Abate (17 Gebbaio). Generalmente si tebeva in occasione della festa di San Feliciano patrono della città [ 24 Gennaio ]. La gara si teneva nella Piazza Grande e consisteva nell'asportare con la lancia un anello posto davanti alle scale dei priori. Altre gare si tennero nel 1527, 1554, 160, 1613 ( in questa occasione venne creata la statua della Quintana che in un primo tempo doveva servire come bersaglio, recenti studi hanno appurato che il Quintanone è stato costruito per un uso polivalente non escludendo l'uso come sostegno per la corsa agli anelli), 1616, 1713,1718, 1720, 1740. Di tutte queste gare ci sono giunti dei racconti frammentari ad eccezione di quella del 1613 di cui troviamo oltre ai capitoli di giostra (regolamenti) una cronaca della gara. La Giostra presa in esame fu inventata dal Magnifico Cancelliere del consiglio Centumvirale Ettore Tesorieri di Adria. Il pretesto venne fornito da uno strano ed ostinato litigio che sorse fra i nobili locali e poiché la situazione rischiava di degenerare, vista l'animosità dell'epoca, si decise di affidare la decisione al verdetto delle armi. Il motivo del contendere era se fosse stato di maggior onore giostrare per i favori di un sovrano o per le grazie di una nobile donzella. Alla tenzone presero parte i seguenti cavalieri : Bartolomeo Gregori detto il Fedele, Cesare Barnabò detto il Confidente, Giò Antonio Beccafumi detto Il Moro, Pier Agostino unti detto il Saggio e Pietro Marcelli detto il Turco. La sorte arrise al cavalier fedele che ricevette in premio un gioiello del valore di 6,50 scudi mentre il secondo classificato, il cavalier Confidente, un gioiello del valore di 1,50 scudi ; inoltre al cavalier Fedele venne fatto dono del simulacro della Quintana.

La Quintana storia