Giotti

 

 

Arma

Ondato di cielo e d'argento alla croce nera addestrata in capo e al giglio nero sinistrato in angolo .

L'arma attuale è per inchiesta . La contrada ha le prime tracce nel secolo XIV con il nome di Juctorum, Lo Jacobilli non ne disegna l'arma come pure il Morichini. L'unica cosa pervenuta è una sorta di abbozzo di uno stemma dove è disegnata una croce romana ed un giglio ambedue dorati, sovrapposti e divisi da una scritta trasversale che recita: Societas Gotorum. L'arma che oggi conosciamo è frutto di un copista dell'ottocento che aggiunse agli stemmi disegnati dal Morichini altri fra cui il Giotti.

 

La storia Rionale

Una piccola contrada che nel tempo ha fagocitato altre piccole contrade. La contrada del Giotti divide con La Mora il primato di esssere le contrade più piccole, chiuse dal Centro Storico ed attorniate dalle altre contrade non hanno sbocchi verso le periferie cittadine, ma nonostante questa limitazione sono due contrade attive. per il Giotti la svolta si ebbe quando Giacinto Candelori, Guida Scaut e membro del Consiglio rionale, riuscì a portare alll'interno del rione molti ragazzi che frequentavano gli scaut dando vita ad un nutrito gruppo.

Per anni considerato un rione tranquillo ha avuto alterne fortune in giostra nonostante abbia sempre ingaggiato dei validi cavalieri. Le maggiori fortune del rione sono iniziate in tempi recenti prima con il cavaliere Daniele Scarponi poi con Massimo Gubbini. Attualmente,dopo il cappotto del 2013, è la contrada da battere. Va dato atto al rione di aver inventato le taverne per una sfida fatta con il Contrastanga. La Nascita della taverna porterà a polarizzare l'attenzione su questa contrada

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

i sottoruioni ricordati

Feldenghi

Falconi

Ponte di Cesare

Piazza Vecchia